ECCELLENZA – IL GIUDICE SPORTIVO MANDA LO SPORTING ORTONA IN PROMOZIONE

Accolto il ricorso dell’Alba Adriatica dopo le aggressioni subite da De Berardinis e Tarquini. I gialloverdi possono appellarsi alla Commissione Disciplinare. Spareggio con la Santegidiese posticipato al 2 giugno

Il Giudice Sportivo del Comitato Regionale Abruzzo ha accolto il ricorso dell’Alba Adriatica, deliberando di infliggere la punizione sportiva della perdita della gara in danno dello Sporting Ortona (0-3 a tavolino) più un’ammenda di euro 300. Sanzione che, se confermata in secondo grado (la società reclamata ha la possibilità di presentare ricorso in abbreviazione dei termini alla Commissione Disciplinare) determina la retrocessione dello Sporting Ortona nel campionato di Promozione, qualificando l’Alba Adriatica alla gara di spareggio con la Santegidiese (vincente il play-out con la Rosetana). Lo spareggio è stato così posticipato a domenica 2 giugno (campo neutro).

Il reclamo riguarda la gara di ritorno dei play-out di Eccellenza tra Sporting Ortona-Alba Adriatica, terminata sul campo 1-1 ma iniziata con mezz’ora di ritardo in seguito all’aggressione subita nell’area dello spogliatoio da due calciatori della squadra ospite, Andrea De Berardinis e Mirko Tarquini. L’Alba ha documentato i fatti, riportando i referti ospedalieri e della forza pubblica intervenuta sul posto, nonché copia della querela presentata dagli aggrediti nei confronti di calciatori dello Sporting Ortona riconosciuti come aggressori.

In applicazione degli articoli 1 comma 1 e 17 comma 1 del Codice di giustizia sportiva, nella sentenza pubblicata sul C.U. N. 65 di oggi il primo giudice ha riconosciuto che “la responsabilità dei gravi atti di violenza messi in atto nell’area degli spogliatoi deve addebitarsi oggettivamente alla Soc. Sporting Ortona, e che i fatti denunciati hanno influito sul regolare svolgimento della gara impedendo alla Soc. Alba Adriatica la possibilità di schierare in campo la migliore formazione o comunque i due calciatori infortunati; inoltre i giocatori impiegati erano in condizioni psicologiche limitate per i fatti sopra descritti”.