TONINO MARTINO TORNA AL PATINI. STAVOLTA NEI PANNI INEDITI DELL’EX

A 40 anni la bandiera del Castel di Sangro affronta la sua vecchia squadra con la maglia dello Sporting Scalo. "Non pensavo di vivere una sensazione del genere"

Domani torna l’Eccellenza. E la prima partita del 2010 regala emozioni speciali. Basta chiedere a Tonino Martino, ex bandiera del Castel di Sangro dei due miracoli: quello di Jaconi, che portò i giallorossi in serie B, e quello di Santostefano, che ridiede la vita al calcio sangrino dopo il fallimento dell’estate 2005.

A 40 anni, Martino sarà di scena al Patini nei panni quasi totalmente inediti di ex di turno. Oggi, infatti, l’ex esterno castellano che ha giocato in A e in B con Reggina ed Empoli, veste la maglia dello Sporting Scalo. Ha già esordito con i teatini, segnando un gol nell’ultima gara del 2009 contro il Pineto. Per uno scherzo del calendario domani si gioca Castel di Sangro-Sporting Scalo. E lui, nonostante una mano fratturata, si allena per godersi uno strano pomeriggio da protagonista.

«Non avrei mai pensato di tornare a giocare al Patini da ex – dice Martino, negli ultimi cinque anni capitano del Castello nei dilettanti – anche perché mi é capitato davvero raramente. Ricordo ancora le mie due volte: una con il Brindisi e l’altra in amichevole, quand’ero a Lanciano. Un altro precedente fu sul campo di Brindisi. Sono le uniche occasioni in cui ho affrontato i giallorossi».

Dopo aver speso una vita calcistica in giallorosso, non chiuderà la carriera con la maglia del Castello. «Pensavo di terminare lì, ma non è stato possibile nonostante ci fosse un accordo. Va bene lo stesso. So che i tifosi mi accoglieranno bene, anche se non mi sorprenderebbe ricevere qualche fischio da qualcuno. La gente di Castel di Sangro mi ha già dimostrato il suo affetto con uno striscione esposto allo stadio quando sono andato via, un mese fa.So che sono dispiaciuti per il mio trasferimento, nel calcio può accadere di tutto. Sono felice di essere rimasto nel cuore dei castellani, perché adesso quella é la mia città».

Tonino Martino e il Castel di Sangro: basta nominarli per ripensare immediatamente ai fasti degli anni ’90. «Beh, la serie B è il ricordo più bello che ho. Quella finale play off a Foggia è indimenticabile. Ricordo che avevo una croce nei calzettoni: durante i rigori la tenevo stretta in mano e pregavo che Spinosa parasse i rigori dei giocatori ascolani. Per fortuna andò bene… Era un sogno che diventava realtà. Da lì arrivò tutto il resto per me e altri ragazzi che dalla C arrivarono fino alla serie A. Ma bisogna essere sinceri: il merito di quel capolavoro fu di Gabriele Gravina. Uno come lui non tornerà più, sarà difficile ripetere quelle esperienze».

Martino, chiuso il libro dei ricordi, torna all’attualità: al Patini si gioca una gara delicata per la salvezza dello Sporting Scalo. «Abbiamo tutto per salvarci – chiude il centrocampista di Turrivalignani – e ci proveremo fino alla fine. Ho raccolto la sfida di questa giovane società perché volevo rimettermi in gioco. Domani dovrà valutare le condizioni della mano, ma farò di tutto per esserci. Fino a quando giocherò? Mi sento bene e, fino a quando il fisico mi assisterà, di smettere non se ne parla».

Orlando D’Angelo