ROCCO “VOLANTE” PAGANO, L’ALA VOLA ANCORA SULLA FASCIA

A 48 anni l’esterno ex Pescara, definito da Paolo Maldini «l’avversario più difficile da marcare», è in attesa di una nuova avventura

L’incubo di Paolo Maldini farà dannare ancora tanti terzini. «Chi è stato l’avversario più difficile da affrontare nella mia carriera? Rocco Pagano». Nel 2005, le parole pronunciate dall’ex capitano del Milan fecero presto il giro d’Italia. Sei anni dopo, Pagano (nella foto) corre ancora dietro ad un pallone. L’ala di Sannicandro Garganico (Foggia), a 48 anni, ha l’entusiasmo di un bambino.

 

«Sì, la voglia di mettersi gli scarpini ai piedi non è scemata, non ho alcuna intenzione di smettere anche se non so ancora con quale squadra giocherò il prossimo anno. Il calciomercato – scherza – deve ancora decollare». Rappresentante di vini durante la settimana e bomber la domenica: Rocco, soprannominato “Volante” per le sue spettacolari sgroppate lungo la fascia destra, ha giocato in otto categorie (dalla Prima alla Serie A) e ha vestito 14 maglie diverse (Juventus, Banco di Roma, Alessandria, Derthona, Pescara, Udinese, Perugia, Ancona, Teramo, Angolana, Francavilla, Ortona, Virtus Tollo ed Adriano Flacco).

 

L’ultima stagione, a Giuliano Teatino, non è andata granché bene: retrocessione in Seconda categoria. «Ma poco importa: in queste categorie l’importante è divertirsi. Il risultato, spesso, può passare in secondo piano. Certo è che, anche in Seconda, scendo in campo sempre con la solita serietà. E lo dimostra il fatto che, compatibilmente con gli impegni lavorativi, cerco di allenarmi due volte a settimane. Quando non avrò più la forza, mi consolerò giocando a calcetto con gli amici. Ma ce la farò ancora per qualche anno», sorride l’ex pescarese.

 

Pedina insostituibile di Giovanni Galeone anche ad Udine, Pagano sta seguendo da vicino le “frecciatine” che il tecnico friulano si sta scambiando con Zdenek Zeman: «Sono due personalità forti, e sono certo che continueranno a punzecchiarsi ancora per tanto tempo». Il discorso scivola quindi sull’attualità: l’arrivo del boemo fa sognare Pescara. «E’ l’allenatore giusto per rivitalizzare una piazza che vive di calcio. Il suo carisma può fare la differenza. Una cosa, però, dev’essere chiara: il calcio è cambiato ed è impossibile proporre il 4-3-3 di una volta: non ci sono gli esterni adatti». Se lo dice l’incubo di Paolo Maldini…

Gianluca Lettieri