MANCINI, MANCA UNA VITTORIA PER CONCLUDERE UN CAPOLAVORO: LA SALVEZZA DEL SILVI

Domenica scorsa un colpo pesantissimo sul campo del Rosciano: "Battere il Tre Ville per realizzare un miracolo. Allenare questi ragazzi è stata una scelta di vita". Nel futuro del Mancio c'è di nuovo

Ha  vinto la partita della vita e ora sta per vincere la sua avventura più difficile da quando ha deciso di fare l’allenatore. Felice Mancini (nella foto) è a un passo dalla salvezza con il baby Silvi. In riva all’Adriatico ha cominciato la storia da tecnico, qui è tornato per aiutarei vecchi amici in un momento di difficoltà. Umiltà e amore per il calcio, niente più. Due ingredienti sufficienti per credere, fino agli ultimi 90’ della regular season, nella salvezza diretta.

 

A Rosciano i rossoblu hanno compiuto un’impresa contro ogni pronostico: tre punti che valgono una stagione.

:p>

 

E’ stato un colpo pesante, ottimo per la classifica e soprattutto per il morale in vista dell’ultima giornata in cui ci giochiamo tutto. Non abbiamo ottenuto ancora niente, tutto si deciderà domenica prossima e non possiamo fallire in casa contro il Tre Ville, altra diretta concorrente”, spiega il tecnico del Silvi, ex giocatore del Pescara“.

 

E’ passato da panchine importanti, sfiorando anche la vittoria dell’Eccellenza qualche anno fa a Notaresco. Perché ha scelto Silvi la scorsa estate?

 

Dovevo saldare un debito di riconoscenza verso questi dirigenti, che mi diedero un po ‘di tempo fa la prima occasione per cominciare ad allenare. La società sta attraversando un momento di grande difficoltà, io ho aperto un’agenzia immobiliare qui a Silvi. Le esigenze di entrambi collimavano. Ho fatto una scelta di vita e amicizia. Sapevo che c’erano problemi e che avrei dovuto allenare una squadra giovane per raggiungere, in qualsiasi modo, la salvezza. Rimanere in Promozione per noi sarebbe un miracolo anche passando dai play out, figuriamoci cosa potrebbe significare salvarsi al termine della stagione regolare. Per me sarebbe bellissimo regalare questo traguardo a questi dirigenti-amici“.

 

Mancini però ha già in mente un futuro lontano dal “Di Febo”. Cosa rimarrà al Silvi in eredità dopo questa stagione?

 

Qui c’è un gruppo che ha dimostrato di essere valido nonostante la giovane età. A parte Lambertini, Di Quinzio e pochi altri, siamo una squadra di ragazzi che avrebbe bisogno di poco per raggiungere un livello di qualità degno della categoria e per non soffrire più. La società poi ha le idee chiare: paga piccoli rimborsi ma  è puntuale e correttissima, come poche, conoscendo le altre realtà dilettantistiche che ci circondano. Il futuro del calcio cittadino però è incerto. Questa dirigenza ha fatto grandi sacrifici per essere puntuale con noi e non sa ancora cosa farà l’anno prossimo. Io sinceramente vorrei riprovare esperienze diverse“.

 

Si parla di Mancini in Eccellenza o in qualche squadra importante di Promozione. Salvezza e addio quindi?

 

Prima di fare discorsi sul futuro vorrei restare concentrato sulla prossima partita, decisiva. Dobbiamo vincere e vedere cosa fanno le nostre concorrenti. Siamo in vantaggio con il Rosciano (gioca a Cologna Spiaggia) ma non con il Sambuceto (in casa contro il Casalincontrada). Voglio studiare bene la classifica degli scontri diretti per essere pronto a qualsiasi finale. Credo però che vincendo saremmo salvi: dobbiamo pensare solo a questo. Anche perché la stagione è stata lunghissima e non ne possiamo più. Né noi né tutti i nostri colleghi allenatori e giocatori“.  

 

Professionalmente cosa le rimarrà di questa annata dal profilo basso?

 

Le esperienze sono tutte importanti. Anche a Silvi ho arricchito il mio bagaglio professionale, cambiando modo di allenare. Guidare un gruppo con i migliori elementi di una categoria è facile, possono farlo tutti o quasi. Lavorare con i ragazzi, insegnare calcio e affinare l’occhio per scovare le doti dei giocatori a disposizione è una qualità fondamentale ora che nel calcio i soldi sono finiti un po’ dappertutto“.

 

Che ambizioni ha per la prossima stagione?

 

Migliorarmi ancora e fare bene, se ci fossero i presupposti anche a Silvi, dove sto benissimo. Voglio solo lavorare con traqnuillità, senza pressioni, per mettere in pratica un programma che porti frutti per me, per i miei giocatori e per la mia società“.

 

Intanto Mancini ha ancora parecchio tempo da passare in campo: con la sua squadra Uisp ha vinto il campionato regionale e dovrà giocare le fasi nazionali a Chianciano.

 

Mi diverto ancora a scendere in campo con gli amici di una vita (Camplone, Massara, Marchegiani, Di Zio, Dicara, ecc.). Adesso andiamo a divertirci, prima di tutto, ma anche a tenere alto il nome dell’Abruzzo“.

 

Orlando D’Angelo