IL CASOLI DI ATRI SI AFFIDA A TONINO MARTINO

L'ex bandiera del Castel di Sangro inaugura così la sua nuova carriera da tecnico, senza però appendere le scarpette al chiodo

E’ un sogno che si avvera. A 40 anni suonati, Tonino Martino inizierà la carriera di tecnico. Ma l’ex bandiera del Castel di Sangro non ne vuole proprio sapere di appendere gli scarpini al chiodo: sarà il nuovo allenatore-giocatore del Casoli di Atri (Promozione girone A). Nella sua carriera, Martino ha vinto ovunque: Castel di Sangro (Promozione, C2 e C1), Brindisi (Eccellenza), Livorno (C1-A), Savoia (C1-B), Reggiana (B). E ora ha davanti questa nuova, stimolante sfida. In realtà lo scorso anno, subito dopo il divorzio con il Castel di Sangro, il centrocampista classe 1969 era stato già contattato dalla società teramana. L’accordo era ormai prossimo, ma la trattativa saltò all’ultimo momento perché la spuntò lo Sporting Scalo (Eccellenza). Il “matrimonio”, però, si è consumato solo qualche mese più tardi…

«Serviva una scossa – dice il direttore sportivo casolano, Antonio Pavone (nella foto), il quale rinnova gli auguri all’ex patron Gianni Pelusi, che si è appena sposato – anche perché molti membri della società avevano intenzione di voltare pagina. Ma ringraziamo di cuore Ennio Di Sante (allenatore, ndr) e Marco Tancredi (preparatore atletico, ndr): hanno svolto un ottimo lavoro, sia in campo che fuori. Siamo comunque rimasti in buoni rapporti, anche perché la decisione è stata consensuale. Siamo convinti che quella di Martino sia la scelta migliore che avremmo potuto prendere». Rispetto allo scorso anno, la rosa verrà ringiovanita notevolmente. Al momento, i confermati sono cinque: il portiere Stefano Cerasi (’91), di proprietà dell’Angolana, i difensori Andrea Di Carlo (’91) e Armando Marzoli (’81) e i centrocampisti Vincenzo Cameli (’83), Giuseppe Marcone (’89) e Gabriele Orsini (’83). Anche l’attaccante Andrea Rampa (’90) è vicino all’accordo. Il ds casolano è alla ricerca di un centrare difensivo di categoria, un attaccante importante e qualche ’92.

«Arriviamo da due salvezze conquistate in extremis – riprende Pavone – quindi vogliamo soffrire meno rispetto alle ultime stagioni. Al tempo stesso, è meglio restare con i piedi per terra: una volta tagliato il traguardo della permanenza nella categoria, se sarà possibile ci toglieremo qualche altra soddisfazione. Quest’anno, vogliamo puntare sui giovani, magari correndo anche qualche rischio. D’altronde, finalizzando il lavoro in chiave futura, sarebbe inutile allestire una squadra troppo esperta». Largo ai fuoriquota, dunque.

Gianluca Lettieri