DOPO CINQUE STAGIONI DI SERAFINO LASCIA LA PANCHINA DELL’ALBA ADRIATICA

Di-Serafino-Pasqualino-RDopo la sconfitta di domenica scorsa a Pineto nella finale play off contro il Francavilla, l’allenatore vibratiano Pasqualino Di Serafino (nella foto), ha annunciato alla stampa che il suo rapporto con la società rossoverde è giunto al capolinea, dopo cinque stagioni consecutive indimenticabili, una decisione presa di comune accordo con la dirigenza e dopo aver raggiunto in questa stagione l’obiettivo massimo nella finalissima play off per giocarsi la promozione in Serie D.

Il tecnico di Sant’Omero, nel ringraziare tutta la società che gli ha dato la possibilità di migliorare la sua carriera da allenatore, nonostante tante vicissitudini affrontate in questi ultimi anni, con la  valorizzazione tanti giovani di belle speranze passati nei professionisti come Di Massimo, Capocasa e Michael Liguori, oltre a Massetti che in Serie D con il S.Nicoló, ha fatto due stagioni ad alto livello e i vari Petrini, Fabrizi, Antonio Tarquini, che si sono messi in luce in questa stagione e attenzionati da società di categoria superiore.

Cresciuto calcisticamente proprio ad Alba Adriatica, dove a diciassette anni sfioró la Serie D, perdendo lo spareggio contro il Bellante, Di Serafino, centrocampista di quantità,
la stagione seguente passa subito nei professionisti indossando la casacca del Giulianova in serie C2, dove rimane per due stagioni, poi due anni alla Sambenedettese in serie C1, dopodiché il trasferimento in Sicilia dove, per due stagioni, veste la maglia del Trapani sempre in serie C1 sfiorando la serie B, giocando insieme ad un giovane Marco Materazzi.

Poi passa prima all’Atletico Catania e dopo all’Avellino ancora in serie C1; le due stagioni successive le gioca ancora in C1 con la maglia dell’Acireale, poi Fidelis Andria sempre in C1 e Fasano in C2.

Nella stagione 2000-2001 accetta il progetto della Sambenedettese del patron Luciano Gaucci e da protagonista riporta in tre stagioni la compagine rossoblù dalla serie D alla serie C1, vincendo due campionati consecutivi, chiudendo la sua carriera proprio in C1, con la fascia da capitano al braccio, per poi ritirarsi dopo un infortunio al ginocchio.

Da allenatore inizia nella squadra del suo paese, il Sant’Omero, in Promozione, per poi passare subito in Eccellenza proprio con l’Alba Adriatica (sono sei quindi le stagioni alla guida della compagine rossoverde), la stagione successiva viene chiamato a fine girone di andata dalla Santegidiese in Serie D, quando i giallorossi erano in ultima posizione,per poi portare alla salvezza senza passare dai play out la compagine dell’allora presidente Fanini.

La stagione successiva torna in Eccellenza al Cologna Paese, e poi l’anno seguente subentra in corsa sulla panchina della Rosetana, ma dopo poche gare si dimette per ritornare la stagione successiva ancora in Eccellenza con il Cologna Paese.

Poi i cinque anni ad Alba Adriatica, dove non è stato mai messo in discussione dalla società rossoverde,anche nei momenti più difficili,dando dimostrazione di professionalità, spirito di sacrificio e tanta voglia di migliorarsi, curando i minimi dettagli della sua squadra e delle formazioni avversarie, curando il tutto con tanta meticolosità.

Proprio il lavoro sul campo, ne fa uno dei migliori allenatori della categoria, sapendosi, negli anni, anche adattarsi alle qualità della sua squadra, giocando in base ai giocatori che aveva a disposizione, come in questa stagione, dove è riuscito a saper sfruttare le caratteristiche della sua rosa.

“Ho deciso insieme al presidente Passamonti, a cui saró per sempre grato per avermi affidato una panchina di Eccellenza tanti anni fa, di chiudere il rapporto con la società, con la quale non ho avuto mai un problema, anzi, mi hanno dato sempre carta bianca su tutto -sono le parole del mister – dopo cinque anni, mi sembra giusto che le nostre strade si separino, con tanto dispiacere da parte mia, ma nel calcio si sa, dopo tanti anni ed aver raggiunto il massimo, gli stimoli vengono meno e mi piacerebbe vivere una nuova avventura”.

“Non finirò mai di ringraziare tutti i ragazzi – continua Di Serafino – che negli anni mi hanno sempre seguito, passo dopo passo, con un gruppo che anno dopo anno, mi ha sempre assecondato e ogni stagione ha fatto tanti sacrifici, creando una forte sintonia dentro e fuori dal campo, un gruppo magnifico, che non dimenticherò mai, a loro auguro le più grandi fortune; ringrazio tutto lo staff tecnico che negli anni mi ha sempre seguito passo dopo passo, dandomi sempre una grande mano nell’affrontare le stagioni, anche nei momenti più difficili. Ed infine un plauso anche tutti i tifosi che domenica mi hanno fatto emozionare dopo tante stagioni passate ad Alba, significa che ho lasciato un ottimo ricordo a tutti loro in questi anni bellissimi che conserverò sempre in una parte del mio cuore. Non ci sono aggettivi poi nel ringraziare tutti i dirigenti, per me amici, che non mi hanno mai fatto mancare niente e ad ogni piccolo problema mi hanno sempre assecondato, auguro loro e a tutta l’Alba Adriatica calcistica, le più grandi fortune, e grazie ancora per la splendida avventura che mi avete fatto vivere”

M.V.