Giovedi, 4 Febbraio 2010

DOMENICO PACE: LA STORIA INFINITA DI UN TALENTO CON LA VALIGIA IN MANO Viaggio in Val Roveto assieme all’attaccante, ancora alla ricerca di un ingaggio dopo una carriera lastricata d’imprese, di errori e di delusioni

DALLA REDAZIONE - Domenico (senza) Pace. Non è il titolo di un film, ma è il prologo di una storia il cui finale non è ancora stato scritto. Protagonista del nostro racconto è un calciatore. Anzi, di un ragazzo come tutti gli altri. Ma diverso dagli altri calciatori. Perché ad ascoltare la sua storia sembra che qualche tassello non si sia incastrato nella giusta maniera o, almeno per ora, il fato pare avergli voltato le spalle.

È una voce fuori dal coro, quella di Domenico Pace (nella foto): è merce rara, difatti, veder correre e sudare sui terrosi campi della provincia un dottore con encomio accademico in Economia & Commercio. Valori forti, quelli suoi, fatti di studio, professionalità e famiglia. In un mondo in cui l’equazione con la parola ‟calciatore” fa spesso rima con ‟soldi, donne e lusso”, beh, la sua storia fa pensare. Tanto. E forse, paradossalmente, proprio per andare incontro alle ambizioni di una vita, molto meno effimere di quelle che gravitano attorno ad un pallone che rotola, il piccolo bomber sta vivendo una realtà amara, che non lo ripaga affatto di tutti gli sforzi compiuti.

Domenico nasce nel 1978 ed il suo talento viene subito notato dagli osservatori del Luco dei Marsi, società che all’epoca disputa il Campionato Nazionale Dilettanti. Il ragazzo ha talento e, dunque, nel 1995, all’età di diciassette anni, avviene l’esordio in prima squadra. Il veloce attaccante viene spesso utilizzato: le stagioni si accumulano, le presenze diventano sempre di più e, dunque, nel giro di breve tempo, il suo nome finisce sul taccuino di numerosissime società abruzzesi. Sino all’inizio del nuovo millennio, Domenico difende con sudore ed abnegazione i colori della società marsicana, ma la necessità di giocare con maggiore continuità lo porta a cercare fortuna da altre parti. Accade così, dunque, che in occasione della stagione agonistica 2001/2002 venga chiamato dal Montereale, società resasi protagonista di una clamorosa cavalcata in pochi dalle serie minori sino all’Eccellenza che ha appassionato un’intera regione. Ed il centravanti ripaga a suon di gol la fiducia che i rossoverdi ripongono nel suo talento: i venticinque gol in trenta partite testimoniano la bontà della loro scelta.

È così che Pace si guadagna la chiamata del glorioso Sulmona. Nel capoluogo peligno si conferma particolarmente in forma, anche se lo score finale sarà meno roboante: sono comunque undici i palloni buttati in fondo al sacco nelle venticinque apparizioni stagionali: una piccola stella è nata. Le buone prestazioni con gli ovidiani gli valgono la chiamata fuori dalla regione. Ed è qui che inizia il suo lungo peregrinare che caratterizzerà la sua intera carriera. Ma andiamo con ordine. Il suo nome finisce sui taccuini dell’Isola Liri, società che nella stagione 2003/2004 lotta per la promozione in serie D. Dopo un breve passaggio nell’Anagni, si firma il sodalizio con i colori biancorossi. I frusinati raggiungono gli obiettivi che la dirigenza ha posto, anche grazie alle sue prestazioni. Ciononostante, l’attaccante non viene confermato ed è costretto a scendere in Ciociaria, ingaggiato dall’Anagni. Poche apparizioni le sue, condite comunque da tre realizzazioni. Nella finestra di mercato invernale, il centravanti va in regime di svincolo e passano ben due mesi prima che trovi una nuova sistemazione.

È la squadra dell’Avezzano, che milita nel campionato di Serie D, ad accogliere il brevilineo. I biancoverdi annaspano nei bassifondi della classifica e la situazione si fa sempre più critica. Ma il ritorno a casa sembra far bene a Domenico, il quale trascina con sei reti nelle ultime sette partite di campionato, conquistando la salvezza nell’ultima giornata di una stagione dominata dal Gallipoli di Innocenti e Castillo (centravanti argentino del Bari, ex Lecce e Fiorentina). Tuttavia, l’attaccante tascabile sembra essere colpito da un ingrato destino: neanche questa volta, nonostante le ottime prestazioni, viene riconfermato ed è costretto, suo malgrado, a cercare una nuova sistemazione. Si torna in Eccellenza e precisamente a Loreto Aprutino: con i biancazzurri il centravanti torna a timbrare regolarmente il cartellino (otto reti). Inutile ribadire l’epilogo. In estate è di nuovo senza squadra.

Pace, comunque, non si perde d’animo e nella stagione 2006/2007 veste la maglia dei ‟cugini” del Penne. Le reti, questa volta, sono quattro. Ma il talento cristallino non si discute. Tuttavia, nessuno sembra accorgersene e, dopo tanto girovagare, decide che è giunto il momento di riavvicinarsi alla famiglia: gli affetti dei cari leniranno le soddisfazioni sportive che tardano ad arrivare. È così che il veloce attaccante veste la maglia del Civitella Roveto, rappresentando un lusso per la categoria. Ingaggiato nella finestra invernale dopo quattro mesi di stop, a causa di delicate vicende personali, Domenico trascina i rossoblu verso l’insperata conquista di un posto nei ‟play-off” con dieci reti decisive. Il folletto trascina addirittura i rovetani, sfiorando il sogno dell’Eccellenza, interrotto in finale dalla corazzata del Mosciano.

Nonostante tutto, per lui non è abbastanza e decide di lasciare l’attività agonistica per dedicarsi ad obiettivi personali, quali il raggiungimento dell’agognato alloro universitario. Ma le firme d’autore che Domenico ha lasciato qua e là per i campi del Centro Italia non hanno ‟graffiato” a dovere: è dura conquistare la fama senza il supporto di un procuratore che perorasse la sua causa; dunque, spesso, il suo nome è finito nel dimenticatoio. La meritocrazia, nel mondo del pallone che rotola, forse, è ancora una chimera.

Dunque si concretizza qui uno dei paradossi più strani della realtà abruzzese: neanche la sessione di calciomercato invernale ha portato in dote a Domenico l’ingaggio da parte di una qualsiasi squadra, nonostante un ritorno di fiamma dell’Isola Liri, in Seconda Divisione. Cosa serberà, dunque, il futuro per il piccolo centravanti rovetano? Molti se lo chiedono e nessuno pare aver trovato una risposta soddisfacente. Uno dei talenti più cristallini d'Abruzzo è ancora senza squadra. Serve dire altro? Forza Domenico, quel pallone chiede ancora di essere calciato.

Nando Di Giovanni

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